PROGETTI CON LA TERZA ETA’

FORMAZIONE

Francesca Franzè, attrice e operatrice teatrale bresciana, dall’anno 2008 indirizza la sua ricerca artistica verso l’universo della Terza Età, sviluppando un progetto che si articola in tre proposte:

  • Un evento festivo, il concerto Di stanza in stanza, musica per voce e fisarmonica. Ispirandosi alle atmosfere musicali dell’Italia della prima metà del ‘900, propone brani in lingua italiana scelti secondo il criterio della popolarità e della tradizione. Se realizzato all’interno di una Casa di Riposo, la musica raggiunge ogni piano dell’istituto, entrando nelle stanze degli ospiti che non possono abbandonare il proprio letto, per poi diventare elemento che catalizza e riunisce, in un luogo deputato, promuovendo una fruizione musicale che sia innanzitutto socialità, inclusione e divertimento.

 

 

 

  • Un laboratorio di Narrazione Autobiografica, Racconto me bevendo tè. Il percorso è destinato agli anziani residenti in Casa di Riposo o che frequentano i Centri Diurni e Socio-ricreativi. Si propone di indagare i vissuti dei partecipanti attraverso le tecniche della narrazione autobiografica e del teatro. L’obiettivo è quello di riattivare le risorse presenti, di contrastare l’isolamento, di rivalutare i patrimoni individuali, di inserirsi nell’esperienza quotidiana raccogliendo le diverse rappresentazioni del mondo e il bisogno di socialità.

 

  • Uno spettacolo teatrale, Ommioddio: lavoro giovane, vivo e da vivere, eppure in scena c’è un’anziana signora divorata dalla solitudine, che è visitata da un alieno arrivato sulla Terra per godersi l’imminente fine del mondo. I temi: la paura della morte, di rimanere soli, di essere dimenticati, la paura del diverso e dello straniero. Una grande umanità, tenerezza, dramma esistenziale spruzzato di ilarità. Lo spettacolo si rivolge a tutto il personale interno alle Case di Riposo e alle diverse figure che gravitano attorno all’anziano, operatori, infermieri, medici, parenti, nella convinzione che attraverso il mezzo del teatro si possa parlare di un quotidiano condiviso, ritrovando stralci della propria esperienza e promuovendo nuovi spunti di riflessione.